UN’IMPRESA IMPOSSIBILE – ANTEPRIMA A TORRITA DI SIENA IL 14 GIUGNO

Musicalmente parlando, “un’impresa impossibile” viene dopo “un bellissimo spreco di tempo”.In questo caso va a chiudere idealmente il progetto editoriale, iniziato l’anno scorso.”Un bellissimo spreco di tempo”, giugno 2020, lo pensai come una piccola enciclopedia: il vademecum delle emozioni sportive che hanno accompagnato la vita di un ormai ultracinquantenne (sigh) per il quale il calcio non è stato solo “la cosa più importante tra le cose meno importanti”… Piuttosto, una passione molto grande ed ingombrante, in grado di condizionare la qualità delle giornate, e non necessariamente quelle da adolescente.Perché l’Europeo che comincia stasera mi procura la stessa, sottile, piacevole frenesia di quando aspettavo Italia-Haiti del 74 (ed ero un bambino). O di quando, ragazzo, ebbi la grande idea di un bel giro in moto, per ingannare l’attesa della cerimonia inaugurale di Italia 90… E che guardai, con un braccio rotto, al Pronto Soccorso dell’Ospedalino di Torrita (che non esiste più), davanti a quei piccolissimi Brionvega in bianco e nero, che dovevi girare le antenne per trovare la frequenza giusta.”L’impresa impossibile” sarà anche “pareggiare” quelle emozioni; bypassando Pelé, Maradona e Cruyff, e parlando invece di Lele Panfi e di Marco del Balio; di Carlo Caroni, Rosignoli e Calabrò.Del calcio che sta al piano terra, anziché al superattico, ma che ci è ugualmente caro, perché è quello con il quale siamo cresciuti, e che ci appartiene in maniera addirittura maggiore.Con i suoi riti, le sue tradizioni, i campionati in inverno, i tornei in notturna d’estate, e i suoi luoghi magici; con tutti quei tifosi di paese che, attaccati alla rete di recinzione di un camposportivo, ci hanno trascorso una vita… Senza aver mai compreso del tutto la regola del fuorigioco, o il meccanismo dei gol in trasferta.”Un’impresa impossibile”, inteso come prodotto finito, è un libro molto accattivante, e mi sento di ringraziare Gianluca di Urbone Publishing per l’eccellente impatto grafico.Spero che dal volumetto (230 pagine, nemmeno pochissime) esca fuori l’epica del nostro calcio… Quel campionato vinto in maniera inaspettata, quel gol all’ultimo minuto, quella salvezza rocambolesca. Sicuramente, verranno fuori i protagonisti, che quelle imprese le hanno rese possibili… E non parlo solo di favolosi centravanti o mirabolanti portieri, ma anche di quelli che, a partita finita, raccoglievano le maglie sudate dentro lo spogliatoio. Quelli che per una vita hanno segnato il campo con il gesso, filtrato il te’ alla fine del primo tempo, maneggiato flaconi di olio canforato, sbandierato bandierine sulla linea di fondo, in qualità di guardalinee… Sotto il sole, la pioggia e la neve. Quelli che pur di vedere la prima amichevole estiva, simulavano un impegno lavorativo e mollavano la famigliola al mare.Sono venute fuori ventisette storie di calcio, ognuna diversa dall’altra, come era giusto che fosse. E che raccontano molto anche del nostro territorio e delle varie comunità che lo compongono. E, fatalmente, finiscono per raccontare anche la nostra vita.Com’era la Valdichiana degli anni settanta, mentre guardavamo il Foiano di Tralci e Mostacci. Come cambiava la Valdorcia degli anni novanta, con il Sanqui di Tintisona, per finire alle emozioni “millennials” della Sinalunghese di Marini, Lucatti e Calveri. Come decollava la Siena degli anni ottanta, con il Roburrone di Ferruccio Mazzola, e l’importanza che ebbe il calcio nel dopoguerra, e nella ricostruzione sociale (con la favolosa avventura dei minatori del Trasimeno)E la solita, grande ridondanza di aggettivi, come pretende l’epica: “la Pianese dei record”, “la Grande Virtus”, “Il Super Chiusi”: perché il calcio, disse una volta Mario Parri, “è come il sesso… E le mezze misure non danno l’orgasmo”.Cominceremo il viaggio della nostra “Impresa impossibile” da Torrita, con l’anteprima assoluta di lunedì sera.Un appuntamento nella bellissima piazza Matteotti, con gli amici dei “Culturativi”, a parlare di tutto questo.E con le prime copie del libro fresche di stampa.

Vi aspetto.