Amava la vita, quell’eroe. E amava la Juventus. Quella sera, perse tutte e due.

RICCARDO LORENZETTI

Nessuno si azzardò a protestare, quando fu assegnato quel grottesco calcio di rigore.
Un calcio di rigore grottesco, nella partita più surreale, nella serata più tragica da quando hanno inventato il football.

Boniek, che in progressione era pressochè inarrestabile, prese palla sulla trequarti e fu toccato da dietro; una specie di “francesina”, ma nettamente fuori dall’area… Almeno un metro e mezzo, anche in tempi dove non esisteva la Var.
L’arbitro, lo Svizzero Daina, indicò subito il dischetto, senza esitazioni.
“Rigore”, disse freddamente Bruno Pizzul , autore della telecronaca più terrea della storia radiotelevisiva.

Ora, il Liverpool era noto come squadra fortissima, ma anche assai litigiosa; il capitano Neal, Whelan, Alan Hansen erano marinai di antico pelo che sapevano come gestire le situazioni di campo, e volgerle a proprie favore.
Eppure, nessuno osò fiatare.
Non ci fu, da parte degli Inglesi, il minimo accenno di protesta.
E quando dicono che…

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