Della Grande Inter, Picchi fu il perno difensivo e, probabilmente, l’uomo più importante. Riposa in pace, grande Capitano. Oggi, avresti compiuto gli anni.

RICCARDO LORENZETTI

Mi sono sempre chiesto perché abbiano intitolato il piccolo camposportivo del mio paese ad Armando Picchi. Un calciatore vero della serie A; di quelli da figurine Panini e da Domenica Sportiva, anzichè la classica gloria locale.

Un giorno, mi spiegarono il motivo.
Succedeva che stavano piantando degli alberelli intorno all’impianto, ormai prossimo all’inaugurazione, quando arrivò trafelato un ragazzino, che aveva appena ascoltato la notizia alla radio…: “E’ morto Armando Picchi”.
Scese il gelo. E tutti si trovarono d’accordo nell’intitolargli quel piccolo campetto: seduta stante e con decisione irrevocabile e insindacabile.

Era Toscano, il Capitano della Grande Inter.
Di Livorno, precisamente; e questo solleticava anche un certo orgoglio regionalistico che allora era fortissimo e adesso si è molto annacquato (basta vedere quanti pochi bambini tengono la Fiorentina, che all’epoca era invece la squadra più popolare).
Si giocava un calcio acerbo e spicciativo: “la prima entrata, falla bella decisa- gli suggeriva il…

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